Bhagavad Gita, il canto divino

La Bhagavad Gita (il canto del Divino) è  un poema nel poema. 700 versi (shloka) di istruzioni che il Dio Krishna impartisce all’eroe guerriero Arjuna.
Il suo Dharshan (punto di vista o insegnamento) sebbene sia stato inserito nel Mahabharata (il vasto poema epico di cui la BhagavadGita è il VI Parvan) nel 300 a.C circa, riesce a essere senza tempo, attuale, nell’insegnamento come se fosse stato scritto ai giorni nostri.

La Gita è un testo che espone un’importante verità. Il suo messaggio è universale, elevato e non settario, fa parte della trinità delle scritture del Sanaatana Dharma, comunemente noto come Induismo. La Gita è molto semplice da capire in ogni lingua, per una mente matura. Una lettura ripetuta con attenzione rivelerà tutte le idee sublimi contenute in essa. Si possono trovare piccole frasi enigmatiche qua e là, ma esse si rileveleranno a suo tempo nel percorso stesso compiuto dal sadhaka. Sono ovviamente più chiare le questioni pratiche e il tema centrale della Gita.
La Gita si occupa della sacra scienza metafisica.
Impartisce la conoscenza del Sé e risponde a due domande universali: chi sono io e come posso condurre una vita piena di pace in questo mondo di dualità. È un libro di yoga, di crescita morale e spirituale della razza umana, basata sui principi cardine del pensiero Hindu.

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