GURUPURNIMA, IL GIORNO IN CUI SI ONORANO I MAESTRI (GURU)

Gu significa oscurità e ru significa luce e Purnima significa Plenilunio.
Il Guru rimuove l’oscurità e porta la luce nella vita del discepolo.
Nell’India antica l’allievo viveva a stretto contatto con il guru e lo serviva con devozione; in questo modo assorbiva il sapere e la conoscenza del suo Maestro divenendolo a sua volta.

Il vero guru è chi non ti dà dipendenza ma ti dà i mezzi per camminare con le tue gambe.
Il vero guru è come un fiore che elargisce il suo profumo senza rimanerne privato.
Il vero guru è come una madre che allatta al seno e più il neonato succhia e più i suoi seni si riempiono di latte.
Il vero guru è come il fuoco che dona il suo calore a chi ne ha bisogno senza raffreddarsi

Intorno alla comunione di guru e allievi si forma un cerchio magico di energia a cui tutti possono attingere. E più viene attinto e più viene riempito.
Il vero Guru è colui che incita lo studente a diventare migliore di lui  così che non si svilisca la trasmissione e non si passi un insegnamento peggiore di quello che si ha ricevuto.

(Nella storia artistica italiana un grande esempio di “maestro vero” è stato il Verrocchio dalla cui bottega sono usciti artisti come: Leonardo da Vinci, Botticelli, Perugino, Domenico Ghirlandaio, Francesco Botticini, Francesco di Simone Ferrucci, Lorenzo di Credi, Luca Signorelli, Bartolomeo della Gatta).

Un altro ‘vero guru’ è la VITA stessa che può essere una grande maestra

GuruPurnima è stato il giorno del “Adhi Muni” (L’Adhi Yogi “Il primo yogi” di questo mondo. Si tratta di un altro nome di Shiva)

Shiva insegnò le tecniche yogiche ai suoi sette studenti (noti come i Saptha Rishi). In questo giorno,  durante la luna piena, ha avuto il suo primo Guru.

Ecco perché è chiamato GURU PURNIMA.

Lo yogi diventa “Adhi guru” (primo Guru) per insegnare tutte le sue tecniche yoghiche ai suoi allievi.

Questo giorno è molto importante per chi segue questo sentiero, perché fu quando l’umanità venne a sapere che, come gli esseri umani, hanno la capacità di trascendere i propri limiti e imparare le tecniche che insegnano loro di andare oltre i loro cinque sensi e diventare yogi illuminati. (yogi è un termine comune utilizzato per fare riferimento a un essere umano che ha attraversato tutte le limitazioni e preservato l’intero universo come una parte di se stesso ).

Nell’antica India GURU PURNIMA era celebrato come un grande festival per ricordare le persone che hanno  la capacità di attraversare i loro limiti.

Questo fu il giorno in cui Krishna-Dvaipayana Vyasa – autore del Mahabharata – è nato dal saggio Parashara e dalla figlia di un pescatore, Satyavati, quindi questo giorno è chiamato  anche Vyasa Purnima.  

Veda Vyasa, ha donato molto alla causa degli studi vedici raccogliendo tutti gli inni vedici esistenti in quei tempi, dividendoli in quattro parti, in base al loro utilizzo, e insegnandoli ai suoi quattro discepoli principali: Paila, Vaisampayana, Jaimini e Sumantu.

E’ stata questa divisione e la compilazione che gli valse il titolo onorifico di “Vyasa” (Vyas = redigere, suddividere).

“Egli suddivise il Veda in quattro, vale a dire Rig, Yajur, Sama e Atharva.”

Vyasa Maharshi è il guru dei guru.

 In questo giorno ognuno si dirige al proprio guru e onora in questo modo  Vyasa .

Dunque, GURUPURNIMA è la festa dedicata al saggio Vyasa il guru dei guru che scrisse il grande poema epico MAHABHARATA ma pure a tutti i Guru, i Maestri.

“Ognuno può essere maestro e allievo di qualcosa o di qualcuno”

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