I ventiquattro Guru

Nell’ambito della ricca proposta culturale della Biblioteca Fra Cristoforo di Milano, la Maestra Emy Blesio Gayatri Devi presenta il libro “I 24 Guru. Il segreto di Dattatreya” in cui viene narrata e spiegata un’affascinante leggenda tratta dalla Shandilya Upanishad, uno dei più antichi testi in sanscrito dell’induismo, ricco di concetti filosofici condivisi anche da altre culture. 
La leggenda di Dattatreya suggerisce una filosofia semplice, pratica e sperimentabile adatta per tutte le età. In questo percorso il giovanissimo Dattatreya vi prende per mano e vi conduce per un sentiero apparentemente facile che introduce neofiti e veterani, attraverso un’affascinante autoanalisi, alla Conoscenza del “Gioco della Vita”.

Appuntamento venerdì 1 Febbraio 2019 ore 18.00 presso la Biblioteca rionale Fra Cristoforo in Via Fra Cristoforo 6 Milano (INGRESSO LIBERO).

Libro disponibile durante la presentazione o acquistabile in formato e-book su Amazon.

I ventiquattro Guru, il segreto di Dattatreya di Emy Blesio

Pranayama, il respiro della vita

Il respiro è la base della vita, è l’interrelazione fra l’interno e l’esterno, del duale che diventa uno.
Durante l’inspirazione prendiamo energia e durante l’esalazione la doniamo.
Un interscambio di energia, un divenire tramiti della Vita, che ci fa mantenere la consapevolezza del Presente.
Non è come l’attenzione al respiro che ci consente di percepire la Realtà con la “R” maiuscola!
Non a caso le più raffinate ed elevate filosofie danno tanto importanza al respiro.
Lo Yoga, per esempio, basa le sue pratiche sul controllo del respiro (Pranayama) come mezzo per raggiungere stati coscienza sottili, molto elevati.
“La nostra vita inizia con un’inspirazione e termina con un’esalazione”, dunque, questa funzione è determinante nella nostra vita e l’accompagna fino al termine.
C’è una graziosa metafora cinese che illustra l’importanza del controllo del respiro.
Si racconta che, alla nascita, l’essere umano viene dotato di un sacchetto con un numero determinato ti respiri che gli devono bastare per tutta la sua esistenza. Se l’uomo respira in fretta, ha come si suol dire il respiro corto, il sacchetto sarà presto vuoto esaurendo la sua vita, se invece li userà con parsimonia (respirando con calma, profondamente e lentamente) la sua vita sarà lunga.
Questo è un semplice e popolare modo di interpretare i benefici di una profonda e lenta respirazione, di un adeguato controllo del respiro.
Una profonda respirazione dona calma, tranquillità, lucidità e consapevolezza. Tutte qualità che consentono una vita decisamente migliore.
Ovviamente per arrivare a una respirazione corretta naturale si deve addestrare con una determinata istruzione e allenamento di almeno tre mesi. Tanto da trasformare il respiro corretto e addestrato, in respiro spontaneo.

Ci fu un istruttore di nuoto che mi disse, si impara a nuotare d’inverno e a sciare d’estate. Ovviamente intendeva dire che si impari a nuotare d’estate ma è dopo qualche mese (inverno) che le informazioni arrivano a consolidarsi e diventare poi automatiche e spontanee. Lo stesso avviene con lo sci.

Anche l’addestramento a un respiro corretto, per consolidarsi ha bisogno di un training di almeno 3 mesi.

Il controllo involontario, spontaneo, fa sì che noi respiriamo senza portarvi la mente, senza pensarci. Non richiede attenzione alcuna e questo è il modo naturale, o normale, di respirare.
All’inizio della nostra vita, respiriamo correttamente ma, in seguito, le emozioni, le tensioni, magari anche della famiglia, che noi assorbiamo, possono influenzare il respiro attraverso la corteccia cerebrale, per esempio: l’eccitazione può accelerare il respiro, il riposo invece lo rallenta.
Anche sotto sforzo abbiamo bisogno di una respirazione più attiva e, allora, la respirazione automatica comandata dal midollo allungato e dal cervelletto (la respirazione che non ha bisogno di essere collegata alla volontà), viene trasformata da una maggiore necessità di ossigeno, pertanto, se non siamo coscienti, lucidi, se siamo sotto stress, finiamo con l’invertire la funzione respiratoria.
Spiego meglio: quando siamo sotto stress la nostra coscienza, non è attenta a quello che accade nel momento stesso che viviamo, ma è legata alla causa dello stress, ed è in questa occasione che scolleghiamo la coscienza dalle nostre funzioni e, quella fase che dovrebbe essere momentanea, diventa al fine una scorretta abitudine.
Comunque, non scoraggiamoci, si può ripristinare le funzioni corrette con un buon allenamento.
Ovviamente, ci vuole un po’ di tempo affinché le funzioni originarie ritornino a diventare automatiche: il tempo di farle arrivare al cervelletto e al midollo allungato, dove sono immagazzinate le memorie automatiche e quelle ancestrali.
Solo allora potremo togliere la coscienza volontaria a questa importante funzione del nostro organismo e, in tal modo, si avrà una respirazione completa, automatica e spontanea.

E una respirazione completa yoghica è sinonimo di una buona salute psico-fisica.
Credo che questo lo sappiano ormai tutti, ma che benefici a livello psichico ha la respirazione corretta?

La respirazione yoghica ha quella facoltà intrinseca di svegliare la consapevolezza.
Dopo un adeguato addestramento alla respirazione yoghica, l’individuo scopre il suo corpo, scopre se stesso, e non soltanto in senso fisico, (tanto importante in questa era e che ha riempito tutto l’immaginario e le attività dell’essere umano attuale), ma, principalmente, fa scoprire il suo vasto mondo interiore.

Scopre se stesso, insomma.

L’essere umano scopre se stesso.
E questo fa acquisire la capacità di realizzare e comprendere pienamente il momento che si sta vivendo.

Non si attraversano gli avvenimenti della vita impreparati, con gli occhi bendati, o come si dice “con la testa nel sacco”, per scoprire, col senno del poi, di non aver vissuto.

Il respiro ti porta al Presente.

Come dico sempre ai miei studenti di Yoga, il Passato è passato ed è inutile continuare a riviverlo. È utile per l’esperienza acquisita, in modo da non dover replicare gli errori fatti e utilizzare al meglio ciò che abbiamo imparato dagli errori, l’esperienza, inutile soffermarsi di più, lì ci siamo già stati.

Il futuro non esiste… non ancora… è ancora da pianificare, e anche lì è inutile continuare a pensarci, il Presente invece è quello che dobbiamo vivere, è il risultato delle esperienze vissute nel nostro passato e, se lo viviamo con consapevolezza e saggezza, ci procureremo anche un buon Futuro.

Il Passato e il Futuro sono già nel Presente. Il passato non possiamo cambiarlo ormai, ma il Futuro sì.

In sintesi:  le nostre azioni del presente (risultato del nostro passato) saranno quelle che delineeranno il nostro Futuro.

Quindi si evince che il Pranayama ci consente di vivere consapevolmente il Presente, dandoci ulteriori strumenti, la calma, la lucidità, la salute di corpo-mente-spirito.

Questo fa sì che ogni esperienza venga vissuta con serenità e calma profonde.
Pertanto è intuibile che i vari momenti della vita, che normalmente metterebbero in agitazione, siano affrontati senza tensioni, senza paure.
Ecco perché la persona che deve affrontare un evento importante praticando il Pranayama è preparata ed eccellente in ogni campo.

Ecco perché le future madri che praticano il Pranayama, affrontano il parto con gioia e serenità che sorprendono anche coloro che assistono all’evento.

Ecco perché l’adolescente che pratica il Pranayama è consapevole e si approccia alla vita con competenza e capacità.

Il Pranayama, la respirazione corretta, è quella che rende migliore la Vita.

Hari Om Tat Sat

Ghatastha Yoga è lo “Yoga del Corpo” e all’interno della Gheraṇḍa Saṃhitā ne viene descritto il percorso ascetico.

La parola ghata, può essere tradotta dal sanscrito come “brocca” o “recipiente” ed è in questo contesto usata per designare l’organismo umano in tutta la sua complessità, in quanto costituito dal corpo materiale e da quello sottile.

Suryanagara-Ashram propone agli allievi della scuola quindi una lezione settimanale per approfondire le pratiche fisiche e i Suryanamaskara con Alessandra.

Tutti i Martedì dalle 20.00 alle 21.00.

Yoga nelle scuole

Dal mese ottobre 2018 è stata avviata una collaborazione con l’associazione LibroGiocando Officina Educativa al fine di lavorare in modo coordinato per diffondere lo Yoga anche nelle scuole pubbliche.

In particolare verrà proposta alle scuole della zona di Milano una sperimentazione che abbia per oggetto Lezioni di Motoria con lo Yoga. Ecco in breve gli obiettivi della sperimentazione:

  • apprendere le tecniche di respirazione, di concentrazione e di rilassamento;
  • conoscere le principali posizioni di yoga e i principali benefici fisici ed emotivi;
  • comprendere e praticare i saluti al sole.
  • utilizzare tecniche alternative per affrontare tematiche quali concentrazione e memorizzazione, autocontrollo ed espressività, cultura del rispetto.

Diventa insegnante Yoga, il momento è Adesso

Diventa Insegnante di Yoga con il corso di formazione della Maestra Emy Blesio Gayatri Devi, SchoolMaster di Suryanagara-Ashram e Presidente della Yog Confederation of India di New Dehli.

La Maestra, profonda conoscitrice dello Yoga Paripurna, lo Yoga Integrale e Tradizionale, porterà i propri allievi alla scoperta delle tecniche più antiche di questa meravigliosa disciplina. Un viaggio affascinante e impegnativo, un percorso di crescita personale  riservato ad una classe composta al massimo da 8 persone, che abbiano i seguenti requisiti fondamentali: rispetto, consapevolezza, determinazione.

PREZZO 1° ANNO DI CORSO: € 1.710 per iscrizioni PRIMA DEL 06/10/18

oppure € 1.900 per iscrizioni successive

Corso a numero chiuso: SOLO 8 POSTI.

Per ulteriori info, scarica la Brochure del corso

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Contatta la segreteria per fissare un appuntamento +39 347 8496450.

Ashtanga Yoga di Maharishi Patanjali

È importante una corretta informazione… lo si deve a questo grande Rishi.

Quante volte ho ricevuto telefonate in cui chiedevano la possibilità di “fare Yoga” tenendo a precisare “non l’AshtangaYoga che è un tipo di Yoga troppo energico  e difficile”. Al che rispondevo: che sia difficile, lo credo,  soprattutto i primi due passi Yama e Niyama. Realizzare Ahimsa… Satya… ecc… già chi realizza il primo ha già realizzato lo Yoga stesso… e  così tutti gli altri passi dell’Ashtanga Yoga energico… non vedevo.
Vediamo che cos’è l’Ashtanga Yoga come ce lo passa la tradizione:
 
L’Ashtanga Yoga (otto membra o braccia)  otto livelli per arrivare alla realizzazione del sé.
Non è uno stile bensì una denominazione, una compilazione sistematica, o codificazione, dello Yoga classico, chiamato in seguito Raja Yoga (Yoga regale), del saggio Patanjali negli Yoga Sutra (scritture dello Yoga), per ordinare e suggerire il percorso che si dovrebbe intraprendere per raggiungere la realizzazione. 
Patanjali (pata = caduto dal cielo e anjali o jali = mudra della preghiera. Ovvero la grazia caduta dal cielo) è collocato tra il 400 a.C. al 400 d.C.
La leggenda vuole che sia la reincarnazione del serpente Adisesha (l’Infinito), il re dei Naga, per questo motivo viene quasi sempre raffigurato con la parte bassa del corpo avvolto in spire, sette teste di serpenti che gli fanno da ombrello e le mani nella mudra di preghiera. 
L’intenzione degli Yoga Sutra è rendere, a livello informativo, l’elevata esperienza di realizzazione assoluta del Sé, dapprima passata solo verbalmente da Guru a discepolo con metodo iniziatico, e solo rivolto agli uomini, e in seguito portato, attraverso Patanjali, alla conoscenza del popolo. Insomma un manuale pratico, di utilissime “Istruzioni per l’uso“.

Dunque vorrei provare a sintetizzare, in poche righe, questi otto passi per chi, per caso o per ricerca, in questa determinata fase della sua vita, si accosta per la prima volta allo Yoga.
 
Ashtanga: gli otto stadi principali necessari per intraprendere il cammino progressivo verso quella che gli indiani chiamano liberazione (moksha) dalle rinascite. 
I primi due stadi sono costituiti dalla disciplina morale, che comprende sia le cinque regole Yama (che armonizzano le relazioni interpersonali) sia le cinque osservanze Niyama (che armonizzano la relazione con se stessi).
Nel primo stadio, il praticante dovrebbe, dunque, astenersi dall’offendere ogni creatura vivente (Ahimsa), dire la verità (Satya), astenersi dal prendere ciò che non gli appartiene (Asteya), avere controllo delle proprie passioni ed emozioni (Brahmacharya) e non prendere più di quanto gli è necessario (Aparigraha). 
Il secondo stadio riguarda i Niyama, che suggeriscono l’osservanza  di un corretto approccio con se stessi, cioè: mantenere la purezza del corpo e dello spirito (Saucha), conservare un atteggiamento soddisfatto ed essere felici di quanto si possiede (Samtosha), cimentarsi con costanza, passione e decisione (provando se stessi) al conseguimento della propria realizzazione (Tapas), dedicarsi alla ricerca e studio del Sé più profondo (Svadhyaya) e, infine, meditare e concentrarsi sul Principio, l’Origine (Ishvara-Pranidhana).
Il terzo stadio riguarda gli Asana, le posizioni dell’Hatha Yoga. Asana significa sedile, trono, posizione comoda, pertanto, il praticare queste posizione implica naturalezza, benessere e non sofferenza perché “Uno Yoga che fa male è uno Yoga fatto male!” come diceva un mio caro amico, Gerard Blitz, presidente della Federazione Europea Yoga.
Nel quarto stadio si utilizza la respirazione Pranayama (il controllo del respiro) funzione basilare, molto importante della nostra vita che inizia con una inspirazione e termina con un’esalazione. Il controllo del respiro consente un’acquisizione di consapevolezza e permette di portare la propria attenzione sul presente.
Il quinto stadio Pratyahara, corrisponde alla dissensazione, al ritiro della coscienza e dei sensi dall’esterno per portarla all’interno, un assorbimento che induce il passaggio all’anga successivo. 
Il sesto stadio, contempla la concentrazione Dharana. Dharana consente alla mente di focalizzare un solo oggetto escludendo tutti gli altri. Questo permette di eliminare le distrazioni e qui si entra nei livelli più spirituali. 
Nel settimo stadio si arriva a Dhyana, la contemplazione, che si divide in altri livelli. Nella Gheranda Samhita viene diviso in tre parti. Il primo detto concreto e grossolano (Sthula), il secondo detto luminoso (Jyotis), il terzo detto sottile (Sukshma) .
La conseguenza arriva con l’Ottavo stadio, Samadhi, che è l’estasi suprema, l’immersione nel Tutto. La non separazione. Anche questo stadio ovviamente ha parecchi livelli. Per Patanjali ve ne sono due: quello conscio (samprajnata) e quello inconscio (asamprajnata). Questi si dividono in altri. In effetti, ognuno può sperimentare un suo personale Samadhi.
Comunque volevo puntualizzare che il percorso non segue rigidamente questi passi. Uno stadio non può essere dissociato dagli altri. Ogni individuo potrebbe stravolgere questo elenco. 

Ebbene, credo di aver spiegato un poco quello che è l’Astanga Yoga codificato da Patanjali e la differenza con l’Astanga Vinyasa che ha creato molta confusione in Occidente. Infatti è visto a volte come un “tipo di Yoga violento o troppo energico”.
Un tale concetto errato non può che portare a fraintendimenti, con danni allo yoga stesso perché può allontanare i neofiti da un percorso utile .
In effetti la confusione è nata da una linea di Yoga creata da Shri Krishna Pattabhi Jois, discepolo di Sri Krishnamacharya. Si parla di uno stile recente, della metà del secolo scorso, e precisamente chiamato “Ashtanga Vinyasa Yoga”. 
È  una evoluzione dello Yoga contemporaneo, non uno yoga violento, ma è una proposta personale di uno yoga con inserimento di Dharana (concentrazione), Bandha (contrazione o legame) e di un determinato Pranayama (respirazione) che controlla la cintura addominale. 
Ovviamente, non è un sistema facile, da proporre a tutti indiscriminatamente. Per seguire questo stile si deve essere in buona salute e con un corpo preparato ginnicamente. Oppure, con una graduale preparazione, può costruire bene l’apparato muscolare e preparare ginnicamente.

Quello che, invece, mi preme evitare è la confusione in cui si trova chi si accosta per la prima volta a queste profonde discipline, e fatica a distinguere la tradizione dalle fusioni.
Anche perché, visto che siamo in un periodo in cui impera la filosofia dell’apparire più che dell’Essere, un lavoro che consente una costruzione fisica diventa senza dubbio più appetibile e quindi più diffuso.
E qui che si instaura una identificazione dello YOGA in un aspetto travisato che non appartiene alla natura stessa dello Yoga come è nato e consolidato in millenni.
Al di là dell’Astanga Vinyasa Yoga che si basa, comunque, su sequenze di Saluto al Sole e quindi possiede un legame alla tradizione con solamente alcune trasformazioni personali del creatore del secolo scorso (a metà del 1900) che lo rendono prevalentemente ginnico, con degli inserimenti di controllo del respiro e dei bandha, e alla lunga si finisce con l’identificare lo “YOGA” con queste forme attuali che dello yoga non hanno più nulla a che vedere. Dove non si trova traccia della profonda scienza di questa disciplina a cui hanno strappato le radici, e il risultato è un’aberrazione:  vedi gli improbabili Yoga bike, Yoga della risata, Woga, Yoga antigravity ecc.

Come un pianta recisa,  senza radici, non può dare fiori e frutti, e finisce con il diventare una sterile cosa secca, così lo yoga senza le sue origini viene snaturato e non può produrre, fruttificare… e diviene una sterile… cosa secca.Lo Yoga, come è stato tramandato nei vari millenni, possiede un potere inimmaginabile che dovremmo tenere in grande considerazione.

Un viaggio affascinante che una persona in ricerca può percorrere indipendentemente dalla scelta della tecnica. 
Non uno stile di Yoga ma uno stile di Vita. 

Formazione insegnanti

Aperti i colloqui di orientamento per le iscrizioni ai corsi di formazione di Yoga Paripurna, per chi è interessato a diventare Istruttore o semplicemente ad approfondire la grande scienza dello Yoga.

La formazione di Yoga Paripurna (Yoga Completo), si basa sulla grande scienza dello Yoga tramandata verbalmente da millenni e codificata nel trattato “Yoga Sutra” codificato da Patanjali (Raja-Yoga) tra il 600 a.C. e il 400 d.C.

Uno yoga che ha unito in sé tutta la conoscenza indiana di allora: fisica, mentale, spirituale. Uno Yoga completo che completa la vita. Un concetto trasversale che attraversa i tre livelli e fa comprendere che praticare Yoga non è solo lavorare su determinate posizioni, ma va a toccare strati più profondi dei pochi millimetri di pelle e di muscoli che in quest’era sembrano tanto importanti.

Durata e livelli del corso

Monte Ore Base 620 in 3 anni e suddivise in due livelli:

  • Livello 1 (2 anni) – 400 ore di corso;
  • Livello 2 (1 anno) – 220 ore di corso;
  • Un programma di pratica personale e tirocinio di minimo 80 ore l’anno, da eseguire contemporaneamente alla formazione.

Livello 1 – 400 ore di corso
Al termine dei due anni di formazione l’allievo dovrà presentare una tesina e sostenere un esame di verifica. Con il superamento dell’esame viene rilasciato un attestato di Yoga Śikṣaka (Istruttore Yoga), che permette di accedere al 3° anno di corso e di ottenere l’attestato di insegnante. L’esame consiste nella presentazione di una tesina redatta dall’allievo e su una verifica pratica e orale.

L’Istruttore Yoga è in grado di condurre una lezione collettiva di pratica Yoga fisico nei canoni dello Yoga Paripurna (non ha la qualifica per fare la formazione insegnanti).

Le ore di corso dei due anni sono indicate nel seguente prospetto:

Livello – Anno Ore GG. Corso GG. Seminari
Livello 1 – Anno 1° 200 20 (10 weekend) 5
Livello 1 – Anno 2° 200 20 (10 weekend) 5

Livello 2 (3° anno) – 220 ore di corso 
Al termine del corso l’allievo deve presentare una tesina e sostenere un esame finale. Con il superamento dell’esame viene rilasciato un attestato di frequenza al corso di formazione Insegnanti Yoga Paripurna con qualifica Yoga Adhyapaka (Insegnante Yoga).

Livello – Anno Ore GG. Corso GG. Seminari
Livello 2 – Anno 3° 220 20 (10 weekend) 7

Questa formazione dà la possibilità di accedere a P.G. Post Graduations di specializzazione che possono dare la possibilità di accedere alla qualifica di Ṧiromani Adhyapaka   शिरोमनिअध्यापकe a ulteriori qualifiche che comprendono Certificazioni della International Yog Confederation, di Delhi accreditate in India ma non dallo Stato Italiano).

Costi e modalità di pagamento

Per i costi e le modalità di pagamento consultare la Brochure Corso di formazione insegnanti Yoga Paripurna

Il Corso di Formazione Yoga-Paripurna e l’Ashram sono riconosciuti e supportati da:

  • C.U.I.D.Y. Confederazione Ufficiale Italiana Di Yoga,
  • T.W.C. The World Community,
  • Y.C.I. Yog Confederation of India di New Delhi, riconosciute dal Governo Indiano (in association with the Ministry of DoNER Government of India).

Calendario delle lezioni

Le date degli incontri potrebbero variare secondo la disponibilità concordata con il gruppo.

  • 13-14 ottobre 2018
  • 17-18 novembre 2018
  • 1-2 dicembre 2018
  • 19-20 gennaio 2019
  • 16-17 febbraio 2019
  • 16-17 marzo 2019
  • 13-14 aprile 2019
  • 18-19 maggio 2019
  • 15-16  giugno 2019
  • 6-7 luglio 2019

Se sei interessato e vuoi ricevere maggiori informazioni sul corso insegnanti della nostra scuola, compila il seguente form: